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“Ma la sorte…da cause banali produce Mutamenti Decisivi.”
Caio Giulio Cesare. De bello civili, III

 

Una causa banale è l’arte nel sangue; crescere e impermearsi di un pennello sempre in vista, di colori, odori, tele, matite, macchie di pittura, disegni sparsi.

Arte, Magia, Ispirazione.

Nel sangue, nella famiglia.

Arte sparsa in giro, vista, rivista, guardata, temperata, buttata, spezzata, ripresa.

Scoprire che un disegno può parlare, con una voce sepolta, che ha mille colori, ma che la parola non fa esplodere.

Una causa banale è una sfida.

Fuori, per strada, una macchia sul muro, l’odore di spray, pungente, acre, umido, intenso, amaro, che s’infila nel sangue, lo mescola, lo macchia.

La corsa, il segreto, l’arte.

Un’arte che non può essere domata.

Un’arte con la quale correre, con la maschera di un nome portatore di antichi spiriti italici; del miglior spirito italico.

L’arte che va infilata sotto la pelle, con il dolore e lo stupore.

L’arte che resta per sempre, come un segno antico di una tribù a cui appartenere, come il messaggio che si sceglie per la vita.

Matita, pennelli, spray. Decidere che la vita va assaporata con le emozioni, quelle forti che ti fanno cadere, quelle che ti provocano le vertigini e l’euforia, l’adrenalina pura, incontrollabile, quando si crea, quando si disegna. Quando si imprime, per sempre ed inevitabilmente, sulla pelle. La pelle vera e viva, palpitante, immobile e mortale, la propria, e quella degli altri.

L’arte che va rincorsa, fino ai confini del mondo, oltreoceano, su rive diverse e nuove, scoprendo nuovi volti, nuovi porti, nuovi occhi.

Lasciar perdere gli altri, il mondo fuori, quello che ti sfrutta, che usa i tuoi disegni e li replica nell’infinito tunnel del consumismo.

No.

L’arte è una musa rara e inafferrabile, che ti tende la mano e tu devi seguirla. Fino in Australia, dove trovare l’amicizia vera, che si cela dietro un nome che aveva una musica tutta sua, un richiamo che è arrivato dall’altra parte del mondo.

Un mondo che ne ha aperti altri, infiniti e pieni di colori, ispirazioni, odori, sorrisi, luoghi segreti.

Arte. Ancora e sempre Arte, ovunque.

E ancora il mondo, i suoi difetti e i suoi pregi, il suo buio e la sua luce, i suoi disegni naturali e artificiali, quelli dell’uomo e quelli dell’abbandono, quelli del progresso, dell’industria e quelli della natura ribelle.

L’arte nascosta e ispirata negli angoli del Canada, della Francia, Spagna, Germania, Olanda, Ungheria: in ogni luogo. L’Arte.

E poi tornare, vagabondo e figlio di cause banali.

E poi tornare, ricco di Mutamenti Decisivi.

E poi tornare, correndo e rincorrendo l’Arte.

“Ma la sorte … da un’emozione casuale, da vita a metamorfosi grandiose.”

Cayo.

La risposta da Instragram non aveva codice 200.

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